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Capitolo 1: l'arredamento in stile industriale. Teoria e pratica

New York, secondo dopoguerra.

La guerra mondiale ha messo in ginocchio mezzo mondo, la povertà è un problema reale e moltissime persone non hanno un tetto sotto cui ripararsi: la necessità è quella di reperire abitazioni a bassissimo prezzo, anche a costo di riutilizzare e rianimare luoghi e spazi che, fino a poco tempo prima, di abitazione avevano poco.

Uffici rimasti vuoti, magazzini e impianti industriali in disuso rappresentano le soluzioni più adeguate: sale spaziose e ariose, finestre dai vetri grandi che permettono alla luce di inondare le stanze, mobilio riutilizzabile a costo zero.

Di necessità, si fa virtù.

Qualche anno dopo, negli Stati Uniti prima e in Europa poi, sulla scia dell'archeologia industriale, nasce lo stile industrial: povero per nascita e concetto, diviene stile vero e proprio.

Nonostante nasca come tendenza al risparmio, con la ricerca e il recupero di materiali vecchi, volutamente scelti per il forte impatto del tempo, lo stile industrial strizza l’occhio alla tecnologia: forti i riferimenti ai grossi impianti industriali da cui ereditiamo le tubature a viste e i grossi tralicci di metallo ossidato e arrugginito, ma tralasciando il fattore “praticità”. La tecnologia, in questo caso, non diviene utile nel rapporto col quotidiano, ma solo utile nella ricerca del bello.

Ma che cosa è industriale? L’industriale, nonostante per nascita abbia un cuore nel recupero, ad oggi può essere teorizzato. Dunque, cosa ci aiuta a rendere una casa industriale? Gli impianti a vista, le tubature e gli elementi architettonici in metallo anticato; le scaffalature effetto invecchiato; le grosse lampade da capannone; materiali e stili mixati in un regolato caos; i materiali crudi, da lavoro; le vecchie targhe dei distributori di benzina e delle pubblicità…

Dove? Lo stile industriale è, per un fattore d’origine, adatto ad ambienti grandi, loft oppure open space, con soffitti alti e grossi infissi che fanno filtrare molta luce; pilastri ed elementi architettonici importanti. Ma il fulcro dell’industrial è il riuso e, se vogliamo, la riscoperta, per cui a volte basta un buon colpo d’occhio e un po’ d’intuito per rendere industriale un ambiente che, strutturalmente, di industriale ha ben poco.

In case “normali” il consiglio è quello di esaltare le strutture architettoniche quali ad esempio colonne, pilastri e travi, e di preferire infissi scuri che effetto metallico.

Come? I materiali.

Ferro rugginoso, acciaio nero, rame ed ottone sporco ed oleoso sono i protagonisti indiscussi.
Il legno è sicuramente spesso, grezzo e nodoso.
Materiali resistenti di origine industriale.
I colori ombrosi e rudi (i grigi, i neri, i caffè e gli opachi metallizzati) mixati con i legni, i cementi, i materici crudi sono ravvivati da colori come il rosso, il blu elettrico e il senape sporco, quasi ocra.
Sicuramente pelli ed ecopelli vintage per le sedute, ferro battuto e di nuovo legni e pelle per le sedie e gli sgabelli.

Le pareti saranno quelle dei magazzini in disuso: grigio cemento o beige, fango e tortora e le carte da parati coi più famosi mattoncini, come a riprodurre quei muri che nei film americani ci hanno fatto immaginare il nostro personale loft.

materiali e stili mixati in un regolato caos; i materiali crudi, da lavoro; le vecchie targhe dei distributori di benzina e delle pubblicità…


Cosa? Quali mobili preferire per rendere e valorizzare al meglio un ambiente di stampo industriale?

In cucina: sicuramente il legno grezzo e nodoso, piani di lavoro scuri e importanti, massicci effetto pietra e dettagli in metallo scuro nella cappa, nei pensili a giorno e nelle librerie e scaffali. Banconi e isole dove possibile, a ricordare le grosse superfici di lavoro delle officine.

In salone: non può mancare il classico Chesterfield in pelle o ecopelle spessorata e anticata, vintage, nei colori caffè, fango, grigio scuro, unito con tavolinetti da caffè grezzi e magari una poltrona di design, sempre in tinta perfetta.

Tavolo sicuramente gambe in ferro e legno nodoso, con sedie di metallo o di super design.

 

 

In più… Liberate la fantasia con i dettagli in tema e di design.

Lampade, led, quadri, decorazioni e targhe in metallo. Gli elementi caratterizzanti concederanno carattere e personalità.

 

In generale per rendere al meglio:
-Impostare un disordine regolato;
-Attenzione al filo tra banale e pacchiano: lo stile è particolare e gli scivoloni sono dietro l’angolo;
-Ragionare prima sul progetto in generale pensando allo stile e all’arredamento in generale; solo dopo scegliere i dettagli e le caratteristiche che andranno a definire il perfetto ambiente;
-Come sempre, un po’ di buon gusto e di accortezza saranno i vostri migliori amici…


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